Come preannunciato nel post dedicato al voto al Senato in Lombardia, una rapida panoramica sul cosiddetto voto utile al Senato nelle altre regioni, ovviamente in ottica anti-Berlusconi. Per una disamina più dettagliata vi rimando a un ottimo post su NoiseFromAmeriKa.org, io mi limito a riportare (in grassetto dopo il nome della regione) il voto utile per gli elettori di centrosinistra o comunque in funzione anti-Berlusconi, commentando i vari scenari e le scelte conseguenti.
Valle d’Aosta: PD, è disponibile un solo senatore e votare per il candidato del PD è l’unica opzione, quindi la strategia è presto fatta;
Piemonte: PD. La Sinistra Arcobaleno è in una situazione simile a quella in Lombardia, ma PdL+Lega non rischiano — a meno di catastrofi — di sforare oltre il premio di maggioranza di 13 senatori, per cui nella pratica non c’è voto utile;
Lombardia: Sinistra Arcobaleno, con forza, come spiegato precedentemente nel post linkato a inizio pagina;
Trentino Alto Adige: il trentino è diviso in collegi uninominali, per cui l’unica scelta possibile è votare il candidato del SVP dove è presente e il candidato di PD+partiti autonomisti altrove, in nessun caso è utile votare Sinistra Arcobaleno, perché si favorirebbe solo il PdL;
Veneto: nessun voto utile, o meglio… impossibile dirlo. Il PdL in ogni caso conquisterà 14 senatori più uno ulteriore se nessuno fra Sinistra Arcobaleno e UDC supereranno l’8%: il partito che può superare questa soglia con maggior probabilità è l’UDC, ma la situazione è indecifrabile; quasi sicuramente la soluzione migliore è votare PD, per evitare che il PdL arrivi a 16 senatori;
Friuli Venezia Giulia: PD, perché sicuramente vincerà il PdL ottenendo 4 seggi, SA è lontana dalla soglia per cui il voto utile è per il PD per evitare un distacco abissale che porterebbe — ma è caso si spera remoto — il PdL a 5 senatori;
Liguria: PD, fortemente PD! La corsa è testa a testa fra PD e PdL per conquistare i 5 senatori del premio di maggioranza! Serve un voto per il PD! Se poi, con maggioranza PD, pure SA sarà sopra l’8%, allora al PdL andranno non i 3 senatori rimanenti ma solo 2, ma l’obiettivo primario è evitare che ne prenda 5, non fare in modo che ne prenda solo 2 e poi ritrovarsi con un pugno di mosche consegnando 5 senatori a Berlusconi;
Emilia Romagna: Sinistra Arcobaleno, ma con moderazione. Il PD conquisterà sicuramente il premio di maggioranza e con ampio margine, quindi è possibile spostare un po’ di voti verso SA per farle superare l’8% e strappare così altri due senatori a Berlusconi! Il margine del PD sul PdL è talmente ampio rispetto alla portata dello “spostamento di voti” verso SA che non dovrebbero esserci problemi;
Toscana: Sinistra Arcobaleno, stesso discorso che per l’Emilia Romagna: anche qui SA dovrebbe essere già sopra soglia, ma è bene esserne sicuri per strappare 2 senatori al PdL;
Umbria: PD, il discorso è simile alla Liguria; il margine del PD sul PdL c’è, ma è ridotto per cui non è saggio dirottare voti su SA, è bene votare PD per conquistare con certezza il premio di maggioranza; dall’altro lato SA può superare la soglia, e probabilmente ce la farà, strappando un senatore al PdL, ma questo è utile solo se il PD avrà conquistato la maggioranza;
Marche: PD, la corsa si preannuncia testa a testa col PdL: chi vince conquista 5 senatori, al perdente ne vanno 3, oppure soli 2 se SA (o UDC) superano la soglia dell’8%; è bene comunque puntare a strappare il premio di maggioranza facendo perdere 2 seggi al PdL, piuttosto che cercare di fare bottino pieno e poi trovarsi con 5 senatori “azzurri”: il caso è molto simile alla Liguria;
Lazio: PD, fortemente PD. Qua si gioca una partita importante, la gara è testa a testa fra PD e PdL: chi vince prende 15 senatori, chi perde 12 o anche meno, a seconda che SA e UDC passino l’8%; è possibile quindi che il perdente conquisti solo 10 senatori (se uno solo fra SA e UDC sono sopra l’8%) o anche soli 8 (se passano sia SA che UDC), per cui “ballano” fino a 7 senatori in una sola regione. Il voto utile, come detto, è per il PD, per relegare il PdL a perdente e poi quel che sarà sarà: 12, 10 o 8 senatori, ma tutto è meglio rispetto a 15, che sono destinati a chi vince;
Abruzzi: PD, discorso simile a quello dell’Umbria: la corsa è quasi alla pari e occorre vincerla con il cavallo più forte (PD); se poi il cavallo più piccolo (SA) riuscirà, superando l’8%, a strappare un altro seggio al PdL è cosa buona, ma il primo obiettivo è non far conquistare il premio di maggioranza al PdL;
Molise: nessun voto utile, questa regione dal punto di vista del Senato è totalmente inutile! Assegna due seggi che andranno uno al PD e uno PdL, indipendentemente da chi vinca; solo nel caso in cui una delle due coalizioni ottenga più del 66% dei voti si aggiudicherebbe entrambi i seggi, ma questo è un evento oltremodo improbabile;
Campania: PD, perché vincerà sicuramente il PdL, e di molto; SA probabilmente sarà sotto l’8% ma non vale il discorso della Lombardia, perché il PdL con tutta probabilità non riuscirà a prendere più seggi dei 17 del premio di maggioranza, per cui i giochi sembrano fermi; il modo migliore per contrastare il PdL è votare PD;
Puglia: PD, il discorso è simile a quello della Campania: PdL lontano dallo sfondare il premio di maggioranza di 12 senatori, per cui l’opzione migliore sembra quella di votare PD, proprio per non far sfondare il PdL;
Basilicata: PD, fortemente PD! Anche qui la corsa è ravvicinata, con leggero margine del PD: in questo modo il PD prende 4 senatori di maggioranza e il PdL si deve accontentare di 3, o forse meno, poiché l’UDC potrebbe superare l’8% e rubare un seggio alla coalizione perdente (Casini ha detto che non voterà la fiducia a Berlusconi, e lo spero bene!). In ogni caso l’obiettivo primario è, come negli altri casi analoghi, vincere la regione con il PD;
Calabria: PD, fortemente PD! Discorso analogo alla Basilicata, solo a parti invertite: è più probabile una vittoria del PdL, e quindi occorre “combattere” ancor di più a fianco del PD;
Sicilia: PD. Se UDC supera la soglia il PdL prende sicuramente solo i seggi del premio di maggioranza (15), se l’UDC non supera l’8% tutto dipende dal risultato del PD: se sarà abbastanza vicino al PdL (meno di 17-18 punti percentuali di distacco) allora sarà missione compiuta, perché il PdL conquisterà solo 15 senatori; in caso contrario Berlusconi potrebbe acciuffare un sedicesimo seggio; si potrebbero quindi spostare voti sull’UDC: potrebbe essere utile o no per sottrarre un seggio a Berlusconi, ma questo seggio andrebbe a Totò Cuffaro, capolista UDC in Sicilia al Senato. Basta questo per non prendere nemmeno in considerazione l’ipotesi di votare UDC (ma purtroppo Cuffaro sarà eletto, con grande probabilità). L’opzione migliore è quindi senza dubbio votare per il PD;
Sardegna: PD, fortemente PD! Stesso discorso fatto per le altre regioni in bilico: primo obiettivo conquistare il premio di maggioranza e relegare il PdL in minoranza; se poi SA o UDC rosicchieranno un altro seggio al PdL, tanto meglio, ma prima di tutto occorre vincere la regione.
Buon voto a tutti 

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ho fatto anch’io un post del genere giorni fa.