Via Repubblica
Rivolgo un appello al Capo dello Stato perchè intervenga immediatamente a difesa della credibilità delle istituzioni democratiche e del diritto degli italiani a un regolare svolgimento delle elezioni. […] Le forze politiche che si presentano alleate, le più rappresentative degli elettori, rischiano di vedere i loro voti resi nulli da una disposizione dei simboli confusa e che confonde, l’esatto opposto di come dovrebbe essere una scheda elettorale.
Ecco come si presenta una scheda elettorale, precisamente quella per le votazioni della Camera nella circoscrizione Lombardia 1. Un po’ confusa? Quelle coalizioni che non si notano neppure, o si notano poco, mischiate con gli altri partiti “minori”? Questione di gusti, io non vedo tutto questo problema, ma per carità: ognuno può trovare questa disposizione più o meno confusionaria.
Quindi è un appello giusto? Da uomo di Stato? Parrebbe di sì… certo però l’età che avanza sembra giocare brutti scherzi alla memoria!
L’attuale composizione grafica delle schede elettorali è basata su un decreto dell’8 Marzo 2006 (n°75), convertito in Legge dello Stato con la Legge 121 del 20 Marzo 2006. Tutti ricordiamo chi era al Governo. Bene: cosa dice questa Legge? Negli allegati è descritto, con figure e didascalie, il formato delle schede elettorali e in particolare viene detto:
La scheda è suddivisa in quattro parti verticali; iniziando dall’alto, tali parti vengono usate per la stampa dei contrassegni di lista, da sinistra a destra, secondo l’ordine risultante da distinti sorteggi […]. I contrassegni delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione sono in ogni caso collocati — ciascuno in un proprio riquadro — su un’unica riga orizzontale, all’interno di un più ampio riquadro. Quando una coalizione è composta da almeno cinque liste, nella riga sono riprodotti solamente i contrassegni di tali liste. […] il numero dei contrassegni riportati in ciascuna riga è pari al massimo a dieci […]
La norma è quindi molto chiara: si procede da sinistra a destra, mettendo al massimo 10 simboli per riga e tenendo raggruppati i simboli di partiti in coalizione; solo nel caso in cui una coalizione sia formata da 5 o più liste si riserva obbligatoriamente tutta una riga per la coalizione, altrimenti la coalizione dovrà — per così dire — condividere la riga con simboli di alte liste e/o coalizioni.
Certo, un caso particolare come quello di quest’anno potrebbe essere sfuggito nella stesura della norma… fatto magari censurabile (ripeto: non per me, non vedo difficoltà nella scheda), ma comunque possibile. E invece no! Guardate bene la seconda riga del fac-simile contenuto nell’allegato!
E Berlusconi vuol far credere di essersi accorto del problema solo adesso? Anche questo è possibile, certo… ma essendo lui il responsabile di questa norma, invece che chiamare in causa il Ministro dell’Interno e addirittura il Presidente della Repubblica, invece che fare propaganda contro il Governo in carica, invece che proporre cambiamenti ormai impossibili a soli 5 giorni dall’inizio delle operazioni elettorali, forse avrebbe fatto meglio a tacere, questa come molte altre volte.














