Il Governo è andato sotto alla Camera su un proprio emendamento al decreto legge in materia di assolvimento degli obblighi comunitari: 238 sì, 240 no e 3 astenuti. Tutto questo con più di 340 deputati eletti nelle fila della maggioranza (quindi più di 100 assenti) e con circa 60 deputati eletti in più rispetto alle opposizioni. Cominciamo bene
Già oggi, durante l’esame del provvedimento, c’era stato un momento di sbandamento della maggioranza: a richiesta di verifica del numero legale di presenti in aula, la coalizione di destra s’è salvata solo per un cavillo regolamentare (con un’interpretazione che non so quanto sia valida, mi documenterò). Mancavano infatti 10 deputati per raggiungere il numero legale, ma il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha contato come presenti anche 14 iscritti a parlare facenti parte delle opposizioni — iscritti che però al momento del controllo non erano presenti in aula — salvando così la maggioranza. È da notare che i deputati dell’UDC (36 totali) erano presenti e senza il loro apporto il numero legale sarebbe sicuramente mancato, determinando una sospensione della seduta.
Qualche berluscones, con il centrosinistra al governo, starebbe già starnazzando “Dimissioni! Dimissioni! Questo Governo è illegittimo! Cade su materie importantissime! Elezioni subito!” 














