Ed eccoci al cosiddetto “Porcellum”, la legge 270/05 scritta da Calderoli (con emendamenti di altri parlamentari), votata dal solo centro-destra a pochi mesi dalle elezioni politiche del 2006 con l’intenzione, a detta di molti commentatori, di sgonfiare un allora preventivato largo successo del centro-sinistra.
Il sistema di voto è quanto di più semplice possibile, un po’ più complicata la distribuzione dei seggi, ma niente di sconvolgente. I partiti si possono presentare singolarmente o in coalizioni, indicando - per ciascun partito o coalizione - un programma di governo e un candidato premier, oltre che - in ogni circoscrizione - una lista di candidati per ciascun partito. L’elettore riceve una scheda per ogni camera e può votare un singolo partito, senza indicare né preferenze, né altro. Anche in presenza di una coalizione, non è possibile destinare il voto alla coalizione nel suo complesso ma occorre scegliere un singolo partito.
Vediamo ora come funziona il Porcellum nelle due camere.
Camera dei deputati
I seggi vengono distribuiti, su base nazionale, in maniera molto simile al proporzionale vigente prima del 1992, ma con due differenze sostanziali: esiste un premio di maggioranza e per accedere al riparto occorre superare una soglia di sbarramento. Questa soglia di sbarramento è del 10% per le coalizioni, a patto che abbiano almeno un partito sopra il 2%; del 4% per i singoli partiti, inclusi eventualmente anche quelli facenti parte di una coalizione che non ha superato il 10%.
Tutti i voti dati a partiti che non superano la soglia di sbarramento non verranno tenuti in considerazione nell’assegnazione dei seggi, non la influenzeranno minimamente, poiché tutti i conti successivi prendono come “base” solo l’insieme dei voti dei partiti che hanno superato questa soglia (stesso discorso per le schede bianche, nulle o non votate, ovviamente).
Individuate queste liste, si effettua la ripartizione dei seggi in proporzione alle percentuali ottenute. A questo punto si verifica se la lista con la percentuale maggiore ha ottenuto o meno 340 seggi: nel caso non li abbia ottenuti, le sono assegnati d’ufficio 340 seggi come premio di maggioranza e i restanti 278 vengono divisi fra le rimanenti liste ammesse al riparto, sempre in ragione della percentuale ottenuta.
Nel caso di seggi assegnati alle coalizioni, si rende necessaria un’ulteriore divisione per assegnare i seggi ai singoli partiti. Sono ammessi alla ripartizione interna a una coalizione solo i partiti che hanno ottenuto almeno il 2% su base nazionale, più il partito della coalizione che, fra quelli che eventualmente hanno conseguito meno del 2%, risulta avere la percentuale maggiore. Anche questa divisione intra-coalizione viene effettuata con metodo proporzionale rispetto ai voti ottenuti.
Ottenuto il numero di seggi totali spettanti a ciascun partito o coalizione, viene effettuata l’assegnazione dei singoli seggi alle varie circoscrizioni, anche in questo caso seguendo un criterio proporzionale. Ad ogni partito o coalizione viene assegnato, in ciascuna circoscrizione, un numero di seggi basato sul numero totale di seggi conquistati e sull’incidenza percentuale dei voti raccolti nella circoscrizione sul totale nazionale del partito o coalizione. Semplificando, se un partito ottiene in totale 10 seggi e in una singola circoscrizione ha raccolto la metà di tutti i voti che ha ottenuto su base nazionale, in quella circoscrizione otterrà 5 seggi, e gli altri 5 nelle altre circoscrizioni, in ragione della quantità di voti ottenuta.
In caso di coalizioni, viene fatta una prima divisione basandosi sui voti di coalizione, e successivamente vengono assegnati i seggi ai singoli partiti, considerando unicamente quelli ammessi al riparto in base alle soglie di sbarramento.
Ricavato il numero di seggi ottenuti da ciascun partito in ogni circoscrizione, risultano eletti i candidati di ciascun partito in base all’ordine con cui compaiono nella lista di circoscrizione, fino all’esaurimento dei seggi conquistati dal partito nella circoscrizione.
Può capitare, ed è frequente con i leader di partito che sono capolista un po’ in tutta Italia, che un candidato risulti eletto in più circoscrizioni: in questo caso, nei primi giorni di attività della nuova Camera, questi opterà per una o l’altra circoscrizione, decretando - di fatto - l’elezione del primo escluso in una delle circoscrizioni in cui era stato eletto.
Senato della Repubblica
Al Senato il Porcellum funziona in maniera simile alla Camera, con due differenze principali: ogni assegnazione di premi di maggioranza, seggi, eletti avviene su base regionale; le soglie di sbarramento sono più alte: 20% per le coalizioni (3% per ottenere seggi all’interno della coalizione) e 8% per i partiti non coalizzati. Il premio di maggioranza è costituito dal 55% dei Senatori spettanti alla regione, con arrotondamento all’intero superiore.
Non in tutte le regioni è usato questo sistema: in Valle d’Aosta l’unico Senatore è assegnato alla lista che ottiene più voti (questo formalmente, nella pratica il meccanismo è identico a quello delle altre regioni); il Trentino Alto Adige è diviso in 5 collegi uninominali, mentre altri 2 seggi sono assegnati su base proporzionale con il meccanismo dello scorporo; in Molise i due Senatori vengono assegnati con metodo proporzionale puro.

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