Sistema elettorale
- Legge elettorale: i sistemi ante Porcellum
- Legge elettorale: il Porcellum
- Porcellum: esempio di assegnazione dei seggi alla Camera
- Porcellum: esempio di assegnazione dei seggi al Senato
Iniziamo questa breve serie di post sulla vigente legge elettorale per le elezioni politiche con una panoramica dei sistemi elettorali che si sono via via succeduti in Italia nel corso degli anni.
1948 - 1993: proporzionale puro con preferenze
Dall’inizio del periodo repubblicano fino ai primi anni ‘90 si è sempre votato, sia per la Camera che per il Senato, con un sistema proporzionale puro con preferenze, singole o multiple: ogni elettore riceveva una scheda per ciascuna camera e poteva votare per un solo partito, indicando uno o più candidati presenti nelle liste del partito votato. Ad ogni partito veniva assegnato un numero di seggi in ragione della percentuale di voti conseguiti, rapportando la percentuale ottenuta al numero di seggi da assegnare. Per esempio, con 630 seggi disponibili (Camera dei deputati) e conseguendo un risultato del 34%, si ottenevano 630 * 34 / 100 = 214,2 seggi; ovviamente il numero dei seggi assegnati è intero, per cui i “seggi frazionari” venivano assegnati a chi aveva la parte frazionaria più alta. Con questo sistema, conseguendo il 5% dei voti validi si otteneva un determinato numero di seggi, con il 10% se ne ottenevano il doppio (a meno di arrotondamenti), con il 20% quattro volte tanto e così via.
Nell’ambito di ciascun partito risultavano eletti i candidati che avevano ottenuto il maggior numero di preferenze, fino a esaurire i seggi ottenuti dal partito di appartenenza.
1994 - 2005: maggioritario con correzione proporzionale
Il sistema proporzionale puro è rimasto in vigore fino alle elezioni politiche del 1992: nell’aprile del 1993 si è svolto – con esito positivo – un referendum abrogativo per introdurre un sistema maggioritario per il Senato. Nel mese di agosto del 1993 è stata così approvata in Parlamento una nuova legge elettorale – relatore Sergio Mattarella (da cui il soprannome “Mattarellum” per questa legge) – di natura prevalentemente maggioritaria: il 75% dei seggi era assegnato su base maggioritaria e il restante 25% su base proporzionale con soglia di sbarramento del 4%.
Per la parte maggioritaria il territorio nazionale era diviso in tanti collegi uninominali quanti erano i seggi da assegnare (475 collegi per la Camera e 238 per il Senato), e in ogni collegio risultava eletto il candidato che riceveva il maggior numero di voti. In questo caso quindi il numero di parlamentari eletti non è proporzionale al totale dei voti ricevuti, in quanto si vinceva un collegio, aggiudicandosi il rispettivo seggio, anche con un singolo voto in più, e chi perdeva non otteneva alcun seggio. I restanti 155 Deputati e 77 Senatori venivano eletti con un meccanismo simile a quello proporzionale pre-1992, ma con tre sostanziali differenze: al Senato l’assegnazione avveniva su base regionale (così come indicato dalla Costituzione, articolo 57); partecipavano alla divisione dei seggi solo i partiti che avevano conseguito almeno il 4%; alla Camera il numero di voti sul quale veniva fatta l’assegnazione non era quello effettivo, ma – per ogni partito – venivano sottratti i voti che avevano eventualmente permesso di vincere a suoi candidati in collegi uninominali (in pratica, a meno di altri casi particolari e poco probabili, venivano sottratti dal totale del partito i voti ottenuti dal secondo candidato classificato nei collegi in cui un proprio candidato risultava vincente).
L’ultimo meccanismo descritto, noto come scorporo, è stato aggirato collegando i candidati nei collegi uninominali a partiti più o meno fittizi (più, più…) che non avrebbero preso voti nella parte proporzionale, in modo che nel calcolo dei voti totali da usare per l’assegnazione proporzionale i voti da scorporare non avrebbero avuto peso alcuno. Questo sistema di liste fittizie, dette liste civetta, è stato usato per la prima volta dall’Ulivo nel 1996 e successivamente sia dall’Ulivo che dalla Casa delle Libertà nel 2001.
2006 - ?: proporzionale alla Calderoli
E infine… e infine venne Calderoli con la sua “porcata” (ipse dixit). Ma per questo ci sono i prossimi post 














