Poi Bossi sale sul palco e arringa i delegati. Il primo affondo, accompagnato da un inequivocabile dito medio alzato, è contro l’inno di Mameli: “Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L’Inno dice che ‘l’Italia è schiava di Roma…’, toh! dico io”.
Prima di dire stronzate di questo genere sarebbe meglio leggere (sempre che lo si sappia fare, ovviamente). L’inno italiano dice:
Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
È la Vittoria a essere schiava di Roma, così come da volere di “Iddio”, non certo l’Italia. Non è neppure così difficile da capire: i versi sono relativamente semplici, ma forse non abbastanza per il Ministro leghista che - come suo solito - ha compiuto l’ennesimo gesto irriverente (e mi fermo qui) nei confronti di un simbolo nazionale… a meno che il dito medio alzato non sia un gesto di saluto affettuoso diffuso fra gli esponenti del centro destra (è sufficiente ricordare l’episodio di Berlusconi e Prestigiacomo).
Mi domando come una persona del genere possa continuare a fare il Ministro e come il Presidente della Repubblica abbia potuto conferirgli l’incarico.













Comunque secondo me il testo e’ ambiguo.
“Le porga la chioma”
Chi porge la chioma a chi?
Secondo me, l’Italia porge la chioma alla Vittoria.
E dunque,
“Ché schiava di Roma
Iddio la creò”.
Schiava, grammaticalmente, puo’ essere sia la Vittoria, sia l’Italia.
Pero’ forse sbaglio.
GG
Mh… non direi, o almeno mi pare una grossa forzatura.
Il primo periodo, nel quale “Italia” è soggetto, finisce dopo il quarto verso e al quinto ne inizia uno nuovo che ha come soggetto la Vittoria, per cui il soggetto di “le porga la chioma” è per forza di cose l’ultimo utilizzato, cioè la Vittoria stessa - con Italia complemento di termine - e pure il “la” di “Iddio la creò” si riferisce quindi, concordemente, alla Vittoria.
Considerare come soggetto quello di due periodi precedenti sarebbe, come detto, uno spingersi in là veramente ardito.
Come sempre, imho
(ma pure in tutti i commenti critici all’inno)
Qua mi sa che l’errore l’hai fatto tu il soggetto è proprio l’Italia, la vittoria non può essere schiava di Roma oltre a non aver senso non c’è logica
Non capisco proprio
Perché è illogico e senza senso che la Vittoria sia schiava dell’Italia mentre il contrario è logico e ha senso? Se spieghi… la tua conclusione è leggermente apodittica.
Poi ripeto: tutti, dico proprio tutti i commenti dell’inno dicono così, e così si evince pure dal testo
Quale fonte più autorevole del Quirinale?:
Solo per la precisione:
non era la Prestigiacomo, ma la Santanchè.
Ma il senso non cambia.
Ah, l’ha fatto pure con la Santanché? Però!
In effetti mi ero sbagliato, mi ricordavo questo episodio ma era con la Biancofiore e non con la Prestigiacomo.
Si vede che lo considera un gesto così nobile che ha raddoppiato con la Santanchè
Grazie!