Quando le scuse sono peggio del fatto in sé
Monday, 23 June 2008 alle 20:05 da Davide in Chiesa Cattolica
Un aggiornamento sui fatti di Monterosso, con il vescovo di Padova che ha scacciato dalla chiesa un giornalista “colpevole” di aver tempo fa pubblicato uno scoop sul parroco che aveva un figlio di due anni.
Via Repubblica.it > Il Mattino di Padova
“In merito a quanto accaduto ieri mattina a Monterosso il vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, si scusa con Gianni Biasetto per quello che può essere apparso un attacco personale”
Apprezzabili le scuse, belle le parole concilianti, ma siamo sicuri che vada tutto bene? Non direi. Come diceva (e forse dice ancora) un noto politico italiano, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca… e quindi — soprattutto con le dichiarazioni degli uomini di Chiesa — è bene non fermarsi ai titoli ma proseguire con la lettura. Ecco come continua la nota della diocesi:
E sottolinea che il suo desiderio e la sua intenzione principale per quanto riguarda la vicenda che ha interessato la comunità di San Bartolomeo […] erano e sono quelli di consolidare il clima di serenità nella comunità parrocchiale. In particolare mons. Mattiazzo insiste sulla necessità di garantire che la celebrazione dell’Eucaristia sia sempre un atto spirituale e religioso, senza interferenze mediatiche strumentali, come spesso si è verificato e non solo nel caso di Monterosso.
Bella cosa ribaltare la realtà, vero? Chi ha provocato confusione? Chi ha scatenato clamore mediatico? Il giornalista, privato cittando, che si reca alla celebrazione come qualsiasi altro fedele cattolico oppure il vescovo che — in pieno delirio di onnipotenza — scaccia una persona dalla chiesa al motto di «Tu non puoi stare qui, qui comando io» ?
Il vescovo faccia quello che vuole, ma non venga a parlarci di accoglienza, compresione, confronto… e neppure di buona educazione. Lasci queste prediche ad altri, ben più titolati di lui.














