Ieri, Martedì 22 Luglio 2008, in Italia sono definitivamente spirate la democrazia e l’uguaglianza. Il Senato della Repubblica ha approvato, senza modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera dei Deputati, il cosiddetto “Lodo Alfano” - ma sarebbe meglio chiamarlo “Legge salva-Berlusconi” - che sospende i processi penali a carico di quattro cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera, Presidente del Consiglio) fino al termine della legislatura durante la quale hanno assunto tale carica, limitatamente ai reati che non riguardano la loro funzione istituzionale.
Cosa significa tutto ciò? In poche parole, cosa cambia? Quale sarà la differenza di trattamento fra un cittadino normale e i titolari di queste cariche istituzionali, attualmente ricoperte da Giorgio Napolitano, Renato Giuseppe Schifani, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi?
La risposta è tanto semplice quanto disarmante. Tu, lettore del mio blog, se domani mattina entri in un supermercato e rubi un pacco di pasta, vieni denunciato e quindi processato; Berlusconi viene denunciato ma non viene processato, il processo è rimandato al 2013. Tu, lettrice del mio blog, se domani scendi in strada e uccidi la prima persona che passa, vieni arrestata, processata e - si spera - condannata; Napolitano, Schifani, Fini e Berlusconi no! Processo rimandato al 2013! No, nessun obbligo di dimissioni, nessun arresto (a meno che non vengano colti in flagranza di reato, e solo per i delitti che prevedono l’arresto in questa circostanza), niente di niente: aspettare, prego.
Perché “salva-Berlusconi”? Il motivo è evidente: nessuna delle tre persone che ricoprono le altre cariche ha necessità di questa norma, né era necessaria nel 2003 per Ciampi, Casini, Pera e Chieppa (presidente della Corte Costituzionale, beneficiario della norma nella versione del 2003), quando pure era di assoluta importanza sempre per Berlusconi, che aveva un altro processo pendente. Fortunatamente la Consulta dichiarò l’incostituzionalità della legge.
Ma non solo per questo motivo: approssimandosi la sentenza di primo grado del processo Mills (che vede Berlusconi imputato per corruzione giudiziaria) e, subodorando la mancanza di tempo per una tempestiva approvazione del Lodo Alfano, la maggioranza aveva proposto una norma che avrebbe bloccato circa 100.000 processi (cosiddetta “blocca-processi”), fra i quali - guardacaso! - quello a carico di Berlusconi. Avuta la certezza che il Lodo Alfano sarebbe stato approvato prima della pausa estiva, e quindi in tempo per bloccare il processo Mills (ed altri eventuali costituendi), la norma blocca-processi è stata modificata in termini più stringenti, senza più comprendere il processo nei confronti di Berlusconi: tanto non serve più, entra in gioco il Lodo Alfano!
La nostra Costituzione, all’articolo 3, recita:
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
e all’articolo 111:
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
In barba a questi due articoli della Costituzione, fonte suprema del Diritto italiano, da oggi quattro cittadini sono più uguali degli altri e alcuni processi durano fino a 5 o 7 anni in più di quanto potrebbero durare. Chi ha responsabilità di governo e amministrazione non solo dovrebbe farsi giudicare come tutti gli altri cittadini, ma dovrebbe desiderare e pretendere di essere giudicato in maniera più veloce e trasparente possibile. Questa legge permette che avvenga l’esatto contrario.
Rimane un’unica, piccola, flebile, impalpabile speranza: il Presidente della Repubblica, che potrebbe non accordare il lascia passare a questa legge, legge con la quale si renderebbe auto immune dai processi penali fino al 2013.
Napolitano non firmare!